La filosofia BAUFRITZ poggia da anni su prospettive di bio- ed eco-edilizia.
L’espressione tangibile di questa impostazione concettuale olistica, e della sua rigorosa realizzazione nella prassi, è la casa di qualità.
Tra le ben note qualità di Hubert Fritz, l’attuale capo dell’Azienda di famiglia che tra generazioni nell’Allgäu si occupa di costruzioni in legno, spicca la sua propensione per l’innovazione che cerca di migliorare il benessere delle persone. E anche questa volta ha centrato il suo obiettivo con un prodotto high-tech: l’Isolamento ISO-HOIZ.
«Ma come, viene forse da obiettare, bioecologia e high-tech non sono opposte tra loro?» «Ottima osservazione, direbbe Hubert Fritz, ma in realtà il legno è la più grande scoperta high-tech della natura!»
Con l’Isolamento ISO-HOIZ high-tech e ambiente vanno dunque a braccetto!
In realtà che cos’è ISO-HOIZ? Semplice: solo trucioli di legno! Ma l’innovazione non è questa. I trucioli diventano innvazione grazie alla lavorazione brevettata da Hubert Fritz che crea un prodotto isolante naturale. Dalle prime intuizioni fino all’attuale prodotto passano ca. 50 anni, infatti Johann Fritz, padre dell’attuale titolare dell’azienda, già all’epoca della seconda guerra mondiale iniziava a sperimentare isolamenti a base di trucioli e calcestruzzo con trucioli.
L’uso dei trucioli di legno nell’isolazione è noto fin dall’inizio del secolo scorso, di solito tuttavia senza compattazione e senza additivi antincendio ed antifungini. Ovviamente all’epoca non esistevano le attuali disposizioni normative.
Ca. 14 anni fa, Hubert Fritz riprese l’idea del padre sperimentandone l’impiego con vetro solubile, paglietta e borace.
Fino al 1988 si sono effettuate oltre 300 analisi di laboratorio per verificare la resistenza al fuoco, alle muffe, ai funghi e agli insetti. Nel corso delle ricerche scoprì il valore ignifugo del siero del latte, prodotto di scarto della produzione casearia e reperibile in loco. In tutta la serie delle ricerche fu assistito dal dr. Schumacher, medico empirico, e dal dr. prof. Stetter, dell’Istituto Superiore di Rosenheim, che contribuirono con importanti dettagli sulla funzione antifungina del carbonato di sodio.
Alla fine del 1990 tutte le analisi erano concluse in modo soddisfacente tanto che si potè chiedere l’omologazione ufficiale del materiale.